Un’assemblea per risanare la cava Bossi

Siamo soddisfatti. L’assemblea del 15 dicembre 2011 a Cascina del Sole, indetta per promuovere il recupero della cava Bossi, è stato un momento di informazione, di dibattito e partecipazione. Sappiamo che la strada da percorrere per arrivare all’obiettivo, ovvero restituire alla città un’area bonificata al posto di una cava degradata, è ancora lunga e difficile, ma per il momento ci riteniamo soddisfatti.

Oltre al Comitato per il Risanamento che ha organizzato la serata, erano presenti alcuni rappresentanti delle istituzioni: l’Amministrazione Comunale nella persona dell’assessore all’Ambiente dr. Piergiorgio Valentini (che è anche il direttore generale del settore Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Milano) e l’Ente Parco Groane, nella persona del dr. Luca Frezzini.
Essendo impossibile riportare qui nel dettaglio lo svolgimento completo della discussione, ricorderemo solo i momenti salienti e gli elementi di novità emersi.

  • Ricostruzione storico-cronologica dell’attività della cava (1958-2011). Durante gli interventi di apertura, dedicati all’inquadramento storico della cava, non è stata la storia in sé – se pur complessa e non sempre lineare – ad accendere il dibattito, quanto piuttosto i nodi critici che costellano l’attività: le numerose diffide e temporanee sospensioni per irregolarità, l’ultima delle quali ancora in attesa di essere affrontata in udienza definitiva dal TAR (marzo 2012). Emerge clamorosa la vicenda di una multa di 1 miliardo 680 milioni di lire, comminata ai proprietari della cava per aver continuato l’attività di escavazione oltre i limiti concessi (1983): multa poi misteriosamente scomparsa e mai pagata. Nella ricostruzione, un’intervista telefonica a una funzionaria comunale dell’epoca fa da supporto audio a questa incredibile vicenda.
  • Intervento di Piergiorgio Valentini. In estrema sintesi, i temi più cruciali affrontati comprendono la condizione di inquinamento del sito e le prospettive future dell’area. Pur ammettendo l’esistenza di sostanze inquinanti, depositate in passato nei laghi di cava alla fine dell’attività di escavazione e successivamente ricoperte da materiali inerti per l’impossibilità all’epoca di rimuoverle, l’assessore Valentini ritiene che oggi non ci siano rischi di inquinamento della falda. A tal proposito si conferma l’esistenza di piezometri per il controllo sulle acque (che però sono gestiti esclusivamente dalla propietà!). Quanto alle prospettive future dell’area, Valentini ritiene che le decisioni sull’ex cava Bossi oggi spettino all’Ente Parco Groane, nel cui perimetro la cava rientra dal 2010 (in seguito all’allargamento dei confini del Parco). Tuttavia alla domanda precisa su quale progetto l’Amministrazione abbia in mente per quell’area, l’assessore risponde: il risanamento di una piccola fascia tra via Friuli Venezia Giulia e il sito di RIP.AM., spostando un po’ più a nord l’attuale attività. E ciò, aggiungiamo noi, in netta contraddizione con quanto chiedono il Comitato per il Risanamento e i cittadini di Cascina del Sole.
  • Intervento di Luca Frezzini. Dal dibattito emerge che, pur essendo l’Ente Parco Groane il soggetto a cui in teoria spetta l’ultima parola nell’approvare la destinazione d’uso dell’area, è prassi che questo tipo di decisioni vengano prese di comune accordo con le istituzioni locali: sarà quindi un percorso che vedrà fortemente coinvolta anche l’Amministrazione Comunale. Non rientra ovviamente nelle finalità di un parco (anzi, sarebbe del tutto antitetico a esse) incentivare una destinazione che non sia agricola o a verde pubblico; inoltre, afferma Frezzini, è fatto obbligo all’Ente Parco di non aprire nuove discariche entro i suoi confini, ma anche di occuparsi dell’eventuale bonifica delle aree degradate già esistenti. Purtroppo tuttavia esistono vincoli che vanno oltre i poteri del Comune e anche dell’Ente Parco, e sono poteri in capo alla Regione e alla Provincia. Pertanto, se queste ultime dovessero decidere che l’attività di discarica è un’attività strategica, poco o nulla potrebbero gli altri soggetti.

Per quanto ci riguarda, ribadiamo che l’assenza di verifiche sull’attuale stato di inquinamento del sito sia inaccettabile, così come è del tutto inopportuna la prosecuzione di un’attività che troppe volte ha dimostrato di non essere condotta entro le norme previste.

Già nel corso dell’assemblea abbiamo iniziato una raccolta di firme tra i presenti per chiedere la convocazione di un Consiglio Comunale aperto, nel quale si possa proseguire a discutere e fare chiarezza sulla situazione della cava Bossi. Sono previsti altri momenti per la raccolta firme, a cui vogliamo chiamare tutta la cittadinanza, attraverso appositi banchetti a partire da gennaio.

A breve pubblicheremo anche un estratto video su quanto avvenuto durante l’assemblea con le parti più significative. Nel frattempo, buon Natale a tutti!

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