All’Alfa, rodeo di interessi

Di miopia me ne intendo e mi accorgo di come le proteste dei cittadini siano rivolte verso questa mancanza di visione prospettiva per il futuro, un guardare lontano che poco interessa alle tasche già gonfie dei soliti noti, privati che hanno il nasino sporco di crema della torta Expo. Parliamo di Marco Brunelli, possessore dell’area Alfa, proprietario di FINIPER e quasi totalmente dell’Immobiliare Estate sei (98,7%); parliamo di EUROMILANO Spa con cui Brunelli ha scambiato azioni e di cui fanno parte FINANZIARIA CANOVA 2007, PROSPETTIVE URBANE  Spa, INTESA SAN PAOLO, UGFASSICURAZIONI Spa e AGLAR Spa; parliamo quindi di imprese e di uomini che hanno già investito nelle aree riguardanti Expo 2015 e che vogliono continuare ad ingrassarsi a questo banchetto.  (A questo proposito vi segnalo un articolo interessante su http://www.slaicobas.it/fiat-alfa-romeo-arese/116.html)

Tornando ai comuni mortali che Sabato mattina hanno sfilato fino al comune di Arese, capiamo che le richieste di questi cittadini ed i loro interessi sono diametralmente opposti a quelli dei salotti “buoni”. Chiedono un’industria specializzata, qualificata, ecocompatibile; chiedono collegamenti tramite tranvie, piste ciclabili, cura dei polmoni  verdi; chiedono che le promesse di Formigoni (elettorali quindi labili) riguardo la produzione di auto elettriche e a idrogeno vengano mantenute; chiedono che non si distrugga la rete commerciale dei negozi di Rho, Arese, Garbagnate e Lainate che dalla costruzione di un centro commerciale trarrebbe solo danno. Richieste ragionevoli fatte da persone lungimiranti che non guardano al profitto immediato, ma che mirano ad una prospettiva di lungo termine, un investimento al passo coi tempi, un impegno importante da prendere con le generazioni future. Non saranno nemmeno gli ecologici mulini a vento di Don Chisciotte con cui ci si scontrerà, perche il muso lo sbatteremo contro il dio cemento che ingorga il cervello dei discepoli del profitto indiscriminato.

La politica del fare affari non si concilia con l’aspettativa di chi pensa invece ad un’azione politica rivolta al bene dei cittadini. Impoverendo il territorio, delocalizzando aziende potenzialmente convertibili a nuove economie, illudendoci ancora una volta che la svolta benefica sono i mattoni e le strade, l’agro retrogusto dell’ennesima presa in giro si aggrappa malignamente ai nostri palati. E’ solo manifestando il nostro dissenso che possiamo svelare agli occhi stanchi di molti concittadini la putrida palude dove piccoli caimani  crescono, sguazzando beati nella disinformazione e nel disinteresse.

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1 Commento »

 
  • giuseppe stringa scrive:

    L’ex Area industriale di Arese deve essere destinata ad investimenti industriali di tipo avanzato. L’italia non ha bisogno di centri commerciali nè di speculazione edilizia. Di negozi e case c’è né già troppi, l’economia del terziario legato al commercio e la compravendita immobiliare è ricchezza effimera, la vera ricchezza è la produzione di beni reali. Vi sono interi settori tecnologici che il governo nazionale e quello regionale lombardo, tutti piegati alla ricerca del business personale dei politici al governo, lasciano completamente trascurati. Mi riferisco a tutto il settore ecologico legato alle tre direttive fondamentali per l’impatto ambientale deliberate dalla UE nell’ultimo anno e mezzo che passano sotto il nome di Direttiva sulla Qualità Carburanti, Direttiva sulle Energie Rinnovabili, Direttiva sulle Emissioni industriali. Questi sono i settori economici nei quali si devono creare investimenti industriali sull’ex Alfa Romeo di Arese. La tecnologia italiana ha ancora delle nicchie di eccellenza in questi campi, naturalmente tutti applicati all’estero: mi riferisco al solare a concentrazione (si costruisce in Spagna) e la purificazione delle emissioni da combustione (si costruisce in Cina). Vogliamo produrre, costruire ed applicare qualcosa anche in Italia, poartendo dapolo ex-Alfa di Arese?

 

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