Differenziata sì, differenziata no

Da alcuni anni, in merito alla raccolta dei rifiuti, nelle nostre case, abbiamo adottato il metodo della differenziazione. Vetro, plastica, secco, rifiuti organici e carta vengono divisi gli uni dagli altri con la speranza che vengano poi riciclati e quindi riutilizzati. Il mio essere cittadino e non un tecnico riguardo l’argomento, limita la mia conoscenza alla semplice osservazione del fenomeno in atto. Sono piuttosto convinto dell’utilità di questo metodo di raccolta nonostante il dubbio che i rifiuti, alla fine del ciclo, vengano smaltiti tutti insieme illudendoci della bontà del nostro gesto. Nonostante il mio santommasismo, continuerò con convinzione ad adottare questo metodo. Serve o non serve? si fa o non si fa? non vogliono essere questi i dubbi e le domande suscitate in me dall’osservazione, piuttosto mi chiedo perchè a casa differenzio e quando mi ritrovo all’esterno delle quattro mura domestiche torno ad essere la persona indifferente di qualche anno fa?

NATURA MORTA Il parco Martin Luther King, il nostro “polmone verde”, viene giustamente preso d’assalto soprattutto durante i fine settimana soleggiati che ci sono stati e ritorneranno presto. E’ un momento di relax e di gioco per molti, un punto di ritrovo per giovani e meno giovani ed è anche un luogo dove noi continuiamo a creare rifiuti, inevitabilmente. Lattine, fazzoletti, sigarette, incartamenti vari ed altro rappresentano la nostra produzione tipica. Di cestini ce ne sono, ma l’apparenza inganna. In un primo momento l’ attenzione si è rivolta alle dimensione di questi contenitori, troppo piccoli per contenere tutto, tanto che il nostro surplus va a comporre opere di arte moderna in un equilibrio instabile che si innalza dal bordo del secchio, finendo poi a tinteggiare il prato con macchie variopinte di oggettistica varia.  Notando la mole prodotta il cervello ha fatto un’associazione semplice: grande quantità,  allora sevono grandi cestini . Ultimamente, giustamente, ne son stati installati di nuovi dirimpetto al locale Exess, lungo il perimetro delle panchine. Bene, così ho buttato prima un bicchiere di plastica e poi una lattina senza rischiare di abbandonarli al loro destino. Tornato a casa, invece, il bicchiere di plastica e la lattina li ho divisi.

EVOLUZIONE Ecco l’anello mancante, a seconda che ci troviamo nel focolare domestico o all’esterno nella nostra città (il parco è solo un esempio), con gli stessi oggetti tra le mani, compiamo due azioni differenti. Perchè, allora, non installare cestini per la raccolta differenziata con differenti ingressi a seconda del materiale da buttare? Aeroporti, uffici, stazioni e molti altri luoghi sono forniti di questa semplice innovazione. Perchè non dotarci anche noi di questo mezzo, cui siamo già abituati, che ci permetta di raggiungere un livello ancora più alto di differenziazione del rifiuto e allo stesso tempo di tenere più pulita la nostra città? Allora ho pensato, non servono cestini più grandi, necessitiamo di quelli più utili.

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6 Commenti »

 
  • Anna Maria Landriani scrive:

    Se trovassi in giro i contenitori per la raccolta differenziata ne sarei contentissima.
    Assessore Valentini: questo è……..un bottone per il suo gilè!

  • Dob scrive:

    In effetti me lo sono sempre chiesto anche io.

    X info: Alcuni comuni fanno \sconti\ sulla tassa rifiuti se uno a casa propria si installa un tritarifiuti a norma, non so se a Bollate lo fanno.

    Cmq si.. mi piacerebbe vedere nei parchi cestini più grandi e divisi per utilizzo. Credo che il problema del comune sia la sensibilizzazione del cittadino a fare la raccolta differenziata. Penso sia un’ulteriore costo, prendere i rifiuti differenziati, per depurarli dai rifiuti non consentiti.
    Lato condominio si risolve con una multa, l’apposizione di una scritta \Non conforme\ sul sacco della spazzatura ed il non ritiro dello stesso… cosa che non può essere fatta nei luoghi pubblici.

    Si potrebbe ovviare mettendo i cestini per la raccolta differenzianta più uno generico per chi è temporaneamente impossibilitato a dare comandi al cervello affinchè questo sconosciuto riesca ad assegnare una categoria al tipo di rifiuto che l’omer sapiens ha in mano, o più semplicemente per i “distratti”.

  • Gino ( C. Findus ) scrive:

    Bravo Alessandro, in tempi in cui la fa da padrone il tema degli inceneritori, parlare di rifiuti, cattive abitudini e soluzioni è, a mio avviso di grande attualità. Ci sono due aspetti che, secondo me sono fondamentali e riguardano i cittadini e chi ci amministra. I cittadini, per rispetto dell’ ambiente e degli altri dovrebbero mettere in pratica tutti quei piccoli comportamenti, di educazione civica, atti a favorire una minor produzione di rifiuti e la loro gestione. Io per esempio vado a fare la spesa con le mie borse, vado a prendere l’ acqua, alla casa dell’ acqua con le mie bottiglie di vetro, ultimamente sono arrivato a, la dove non ci sia il portacenere, mettermi le cicche delle sigarette in tasca e svuotarle a casa. Piccoli gesti che possono essere centinaia di contributi virtuosi che dobbiamo fare noi e non pretendere facciano gli altri. E veniamo a chi ci amministra. E’ ottima l’idea, di trovare nel territorio i cassonetti per la raccolta differenziata dei vari materiali, specie nei luoghi più frequentati, però una campagna per la raccolta differenziata non può non essere seguita da un’ altra campagna d’ informazione pubblica sulla filiera della gestione dei rifiuti. Il virtuosismo delle amministrazioni pubbliche, non sta nel fare la differenziata, ma da come vengono gestiti poi i rifiuti e dalle informazioni che vengono rese pubbliche. Alle azioni virtuose dei cittadini devono anche corrispondere risposte che vadano a ridurre le spese fiscali da parte degli stessi. Io mi impegno tu mi detassi, perchè io differenziando produco un bene non un rifiuto. Credo ci sia molto da discutere e molto da proporre su questo tema.

  • Anna Pacchiarotti scrive:

    Credo sia di primaria importanza il conquistare una certa dignità attraverso gesti di consapevolezza quotidiani.
    Mi succede di provare vergogna per l’appartenenza a un momento storico di sempre minore consapevolezza ma piuttosto di anestesia e ipnosi procurate dai gadgets del consumo sfrenato e autodistruttivo.
    Belli i cestini differenziati perchè possono anche loro tentare di interrompere il meccanismo automatico del rifiuto inconsapevole.
    E perchè è del pensiero che abbiamo bisogno, del pensiero collegato a un gesto.
    Anche se ci vorrebbero sempre un pò più stupidi e sempre un pò più più impotenti.

  • Gino ( C. Findus ) scrive:

    Dopo la sbornia degli articoli precedenti, la calma è tornata a regnare. La POLITICA tace. I cittadini riflettono. Su temi cosi rilevanti, i comportamenti pubblici,l’educazione civica , il benessere di una comunità, la gestione di problemi( i rifiuti )o risorse (i rifiuti), la trasparenza e le azioni legate a questa gestione, le scelte da fare inceneritori, con i loro panorami o potenziare la differenziata attraverso scelte concrete e obiettivi, da proporre informando e coinvolgendo i cittadini, il blog non è più strumento adatto, meglio il chuso delle segreterie o i buoni salotti e ce ne sono anche a Bollate. Di sicuro qualcuno sta riflettendo sui temi sollevati da Alessandro e un domani ci sarà la gara a proporre soluzioni, dibattiti, proposte, a meno che gli interessi della politica o il loro sguardo non sia rivolta da qualche altra parte, verso i ” danè’, schei, piccioli”, per esempio, e allora sarebbe giustificato il loro silenzio e assenza dal dibattito. Buona fortuna a tutti e attenti a come vi muovete, state lasciando tracce che tutti vedono.

    • Paolo Gaio scrive:

      Ciao Gino… come scrivevo in un precedente articolo… tanti interventi per fare chiarimento e pochissime se non vaghe risposte.

      La cosa che mi fa comunque triste è che il dibattito – nonostante si sviluppi su un mezzo a costo zero come internet – non veda partecipare ragazzi dell’età di Alessandro.

      Più che la politica è la piccola città dove si possono screditare ed offendere le persone senza che gli “amici” trovino il tempo per offrire solidarietà in modo ufficiale e trasparente.

 

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