Giovedì accetteranno il Consiglio?

Ecco il documento portato all'ufficio protocollo

Ci siamo. Domani sera (giovedì) alle ore 20:30 si terrà il primo consiglio comunale del centrodestra a Bollate.

I fatti QuiBollatelibera si è mossa per tempo portando venerdì scorso una richiesta ufficiale all’ufficio protocollo del Comune. L’obiettivo, ormai noto, è poter filmare il consiglio comunale e poter mettere il video su questo sito. Martedì abbiamo ricevuto la risposta da parte del Comune nella voce del neo assessore Piergiorgio Valentini che cortesemente ha detto che non possiamo filmare questo primo consiglio comunale. Il secondo (che sarà a breve), così dicono, potremo richiedere di filmarlo. Questo perchè a Bollate per filmare bisogna avere il via libera dal presidente del consiglio comunale (previsto dal comma 7 dell’articolo 48 del “Regolamento del consiglio comunale bollatese”) che al momento non è ancora stato eletto quindi non c’è nessuna carica che ce lo può permettere. Stamani (mercoledì) di nuovo l’assessore Valentini ci ha ragguagliato di importanti cambiamenti: «Nella riunione di pre-giunta di martedì sera si è discusso anche della tematica “videoripresa” e il sindaco Lorusso, d’accordo con Tosi (colui che darà inizio ai lavori come consigliere più anziano, ndr) e Costa (colui che con molta probabilità sarà il futuro presidente del consiglio comunale, ndr) acconsentono alle riprese». Domani (giovedì) il primo consiglio comunale non si terrà in piazza come sembrava, e noi ci presenteremo nell’aula consiliare con la nostra telecamera per poter filmare il tutto. Si è passato inizialmente dal fare un consiglio in piazza per poi farlo in aula senza telecamere fino a farlo in aula con le telecamere. Questi sono i fatti, un bel tranbusto, ma sembra ci si avvii verso il lieto fine. Siamo ottimisti, ma prima di giudicare la nuova amministrazione a riguardo vediamo cosa ci diranno giovedì sera al momento del consiglio comunale. E’ per questo che invitiamo tutti i cittadini ad esserci, perché a Bollate bisogna tornare a partecipare attivamente alla vita pubblica.

Il garante della privacy Nel marzo 2002 in merito a tale possibilità di videoripresa il garante ha posto come unici vincoli la previa comunicazione della presenza del dispositivo di videoripresa (comunicazione effettuata) e della successiva pubblicazione del materiale su un canale indicato (il nostro sito) e di evitare ogni riferimento allo stato di salute della persona ripresa. Clicca qui per leggere la decisione del garante.

La legge Il testo della legge 633 del 1941, che è uno dei testi chiave che disciplina il diritto d’autore e che fa riferimento all’articolo 97, chiarisce che non è necessaria nessuna autorizzazione qualora si acquisiscano immagini di persone note o che ricoprono un ufficio pubblico. Clicca qui per visionare la suddetta legge.

Un diritto Inoltre tutto avviene in ottemperanza al principio del diritto di cronaca e del diritto di informazione. E’ passato più di un mese da questo filmato, ma le parole relative alle riprese del consiglio comunale della neo sindaco valgono ora come allora.

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2 Commenti »

 
  • Anna Maria Landriani scrive:

    Sono contenta di questa decisione che ritengo sia un atto di doverosa coerenza con le dichiarazioni espresse in proposito dal sindaco Lorusso in campagna elettorale.
    Vorrei però precisare che il REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE, all’art. 3 “La sede delle adunanze”, comma 2, così recita:
    “Eccezionalmente l’adunanza del Consiglio può tenersi in luogo diverso previo provvedimento motivato del Presidente del Consiglio, sentito l’Ufficio di Presidenza”.
    Ciò significa che, a prescindere dai costi e dalle incertezze meteorologiche, il primo Consiglio – data la mancanza del Presidente – non avrebbe potuto essere convocato in luogo diverso dalla sede propria, cioè l’aula consiliare.

  • Paolo Gaio scrive:

    personalmente mi sembra più indicato che l’Amministrazione posizioni una telecamera che inquadri tutto il consiglio e che quindi inserisca un audio ambiente ed uno dai microfoni per far scegliere a chi guarda cosa sentire.

    questo anche per non scontentare nessuno e per non dare esclusiva a nessuno di riprese e servizi che se mal gestiti possono rivelarsi strumentali e oggetto di discussione.

 

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