Breve riflessione notturna con Dante…. Tagliabue!

Una volta gh’era i pràa, i camp de formént
ades inveci tutt palass e tanti stabiliment;
con l’aria inquinada, la sua gént mesedada
con tanti dialétt e una politica strapelada

(da Ciau Bulàa)

Ho trovato in casa un paio di librettini di poesiole dialettali, l’autore è un nostro concittadino bollatese, Dante Tagliabue. Sinceramente non so dire o quantomeno giudicare la caratura delle sue parole, della metrica, delle figure retoriche, e sinceramente non lo conosco granchè; probabilmente non so nemmeno ben pronunciare queste semplici rime dialettali. L’unica cosa di cui son certo è l’atmosfera, i colori, le voci che scaturiscono dai suoi ricordi dei luoghi, delle persone, dei mestieri, immagini che strutturavano la società di qualche decennio fa. Senza lasciarmi andare a utili o inutili sentimentalismi ho focalizzato la mia attenzione sulla vita piena che scaturisce da quelle parole, sulla convivenza sana e umana dei cittadini, sulla partecipazione convinta alla vita quotidiana, non solo la propria, ma anche quella degli altri.

Condivisione è la parola che più rende merito ai bollatesi di allora, non che ora il termine sia sparito dal vocabolario, forse è relegato a piccoli gruppi di persone che si ostinano a voler condividere, ma queste elezioni amministrative cominciano a far vacillare il termine in bilico sul bordo, a pagina 418 del dizionario della lingua italiana. 7mila e più cittadini sono il numero di voti che è stato necessario per vincere. A Bollate siamo 37mila, aventi diritto al voto qualche migliaio meno, una bella folla di persone non ha voluto condivedere l’unico momento di partecipazione alla vita pubblica del paese, un piccolo momento che solitamente ci fa pensare orgogliosamente “siamo uno stato democratico!”. Anche dalle cifre irrisorie delle preferenze ricevute dai candidati, togliendo parenti e amici, si capisce che i cittadini non conoscono chi andrà a rappresentarli, riconoscono un simbolo per lo più visto sui media a livello nazionale e fanno una X, testimonianza di analfabetismo democratico. Qualcuno starà festeggiando, altri probabilmente hanno la lingua arsa nel leccarsi ferite che mai si rimargineranno, tutti lo staranno facendo da soli, nel silenzio in cui sono stati relegati da una popolazione che da troppo tempo non condivide, in tutti i sensi.

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1 Commento »

 
  • Gino Albettino ( C.Findus ) scrive:

    Caro Alessandro un grazie di cuore per il tuo articolo. L’ ho letto frettolosamente una prima volta, l’ ho riletto con più attenzione e mi ha fatto riflettere parecchio perchè ritengo che tu sia andato più in profondità, di quanto forse erano le tue intenzioni, nel descrivere e ragionare su Bollate e più in generale nella società di oggi. I crudi numeri dicono che democraticamente non ha vinto nessuno ne destra ne sinistra (semplifico),ma qualcuno vince sempre a ogni tornata elettorale. Ma chi perde veramente e solo il cittadino e a nessuno questo sembra importare. Perde il territorio che si trasforma, e lo vediamo e lo viviamo, in un mostro che necessita per vivire di continui lifting per mantenersi , a danno di terra, aria, acqua, di tutti. Condividere e partecipare torneranno ad avere significato, credo, solo se, qualcuno riuscirà a regalare alla gente un sogno, che i cittadini possano condividere e partecipare a realizzarlo, un mondo più onesto e un po’ migliore, partendo proprio da casa nostra.

 

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