Siamo soddisfatti. L’assemblea del 15 dicembre 2011 a Cascina del Sole, indetta per promuovere il recupero della cava Bossi, è stato un momento di informazione, di dibattito e partecipazione. Sappiamo che la strada da percorrere per arrivare all’obiettivo, ovvero restituire alla città un’area bonificata al posto di una cava degradata, è ancora lunga e difficile, ma per il momento ci riteniamo soddisfatti.
Oltre al Comitato per il Risanamento che ha organizzato la serata, erano presenti alcuni rappresentanti delle istituzioni: l’Amministrazione Comunale nella persona dell’assessore all’Ambiente dr. Piergiorgio Valentini (che è anche il direttore generale del settore Rifiuti e Bonifiche della Provincia di Milano) e l’Ente Parco Groane, nella persona del dr. Luca Frezzini.
Essendo impossibile riportare qui nel dettaglio lo svolgimento completo della discussione, ricorderemo solo i momenti salienti e gli elementi di novità emersi.
Ci siamo lasciati prima dell’estate con la notizia della nascita di un Comitatoper ilRisanamento dell’ex Cava Bossi, sostenuto da QBL e da molti singoli cittadini che hanno a cuore la salvaguardia del territorio, la salute pubblica e la trasparenza del rapporto con le istituzioni: in una parola, la qualità della vita a Bollate.
A favore della chiusura dell’ex cava Bossi, e per la riqualificazionedi questa vastissima area destinata attualmente a discarica, negli ultimi mesi sono state attuate diverse iniziative: dal presidio davanti ai cancelli del sito, ai volantinaggi, ai banchetti in alcune piazze di Cascina del Sole, Cassina Nuova e Bollate. E alcune di queste azioni sono state promosse dal Comitato stesso.
Grazie all’impegno di tutte le persone che hanno attivamente partecipato alle iniziative o che si sono anche solo semplicemente interessate al problema, i riflettori si sono riaccesi sulla discarica. Le acque si sono mosse, i media hanno trattato l’argomento. Così, probabilmente per effetto di questa rinnovata attenzione, le autorità hanno effettuato nuovi controlli che hanno portato all’ennesima chiusura nei mesi di luglio e agosto per non conformità ad alcune norme di legge. Ma, guarda caso, da settembre la discarica è di nuovo aperta, e tuttora la sua attività prosegue indisturbata, come se niente fosse.
19 Novembre 2011: finalmente viene pubblicata la sentenza dell’operazione “Infinito“, che, come cittadini Bollatesi, ci trova coinvolti appieno.
La Mappa della contaminazione mafiosa a Milano
110 gli imputati, e condanne che vanno dai 16 a un anno di reclusione. Tra loro figura il nome di Vincenzo Mandalari, capo della “locale” di Bollate, a cui sono stati inflitti 14 anni di detenzione. Il 13 Luglio 2010, dopo l’intervento che coinvolge 3000 uomini delle forze dell’ordine, si porta alla luce del sole ciò che già si sapeva o sospettava: l’infiltrazione della criminalità organizzata al Nord. Insomma, l’ordinanza non può che delinearsi come una tappa positiva nella lotta contro la ‘Ndrangheta milanese, che risulta essere, nell’ambito imprenditoriale e istituzionale, più potente e ramificata di quanto si pensi. Nel corso delle indagini, gli inquirenti sono riusciti a individuare le “locali” ‘ndranghetiste presenti in Lombardia: in tutto sono quindici, tra cui figura anche quella di Bollate. La nostra amministrazione si è costituita parte civile, volendo tutelare, così, i cittadini estranei ai fenomeni malavitosi. Dopo il maxi blitz dello scorso luglio, su proposta del sindaco di Bollate, si è costituito un «Osservatorio della legalità», che vede impegnati più di venti Comuni dell’area Nord-Ovest di Milano e la Prefettura milanese.
DES e GAS L’uno sta per Distretto di Economia Solidale, l’altro per Gruppo di Acquisto Solidale. Seppure nell’alveo di una comune visione del mondo che pone l’etica in cima, il primo si definisce per una vocazione territoriale ben definita e più istituzionale, il secondo è rappresentato da un gruppo semplice e libero di cittadini che si mette insieme perché vuole decidere autonomamente i criteri, o meglio i valori, secondo i quali comprare ciò che usa e consuma, fuori dai vincoli della grossa distribuzione, allacciando un filo diretto coi produttori, solitamente vicini o addirittura locali. Valori semplici, per esempio: rispetto anziché vantaggio pecuniario, qualità anziché risparmio, solidarietà invece di profitto e comunità anziché massa.
Facciamo nostra e pubblicizziamo la bellissima iniziativa del “Comitato Piazza della Resistenza” che organizza per domenica 13 novembreun pranzo per raccogliere fondi necessari per le iniziative del Comitato. In particolare il denaro raccolto sarà utilizzato per il ricorso al Tar perché le circa 2.000 firme racimolate in questi mesi dal Comitato non sono bastate a fermare l’Amministrazione comunale di Bollate nel suo progetto di cementificazione presente nel nuovo Contratto di Quartiere che coinvolgerà proprio via Turati e la piazza della Resistenza, ma che avrà ricadute su tutta Bollate. Il pranzo si terrà a Castellazzo alla birreria “Las Vegas“: un’occasione per conoscere il Comitato, le persone che lo costituiscono e i motivi che li hanno spinti a impegnarsi attivamente per salvaguardare il proprio territorio.
La visione dell'ex Cava Bossi di Cascina del Sole dall'alto
Da lunedì mattina è scattato il presidio permanente davanti all’ex Cava Bossi a Cascina del Sole, iniziativa dell’associazione Sos Racket e Usura a cui QuiBollateLibera, Sinistra Critica e molti cittadini bollatesi, hanno aderito concretamente.
I motivi La scelta di questa azione è un gesto forte rivolto ai cittadini, alle istituzioni e ai gestori della Cava (su cui aleggiano troppi sospetti, mancanza di controlli e prove di illeciti anche legati all’ndrangheta). L’obiettivo? Di fatto inviare un nuovo esposto alla Procura della Repubblica segnalando tutte le targhe sospettate di trasportare “carichi dubbi”. Come fini ultimi: chiedere che vengano fatte delle serie verifiche sul terreno dell’ ex Cava Bossi, visto che per anni sono stati illecitamente interrati rifiuti tossici ed oggi ancora esistono grossi dubbi sull’attività di autosmaltimento e rispristino di materiali; la revoca della licenza alla Ri.Pam (società che gestisce la cava).
Ho scelto questo titolo, frutto di un simpatico lapsus, volutamente involontario, pronunciato nel corso della serata, per presentare l’estratto di lunedì 20 Giugno in Biblioteca. Questa è una introduzione con alcuni estratti, per chi volesse approfondire a breve pubblicheremo la versione integrale.
Acqua pubblica, energia pulita e giustizia uguale per tutti.
Bollate e l’Italia ricominciano dai beni comuni.
I referendum sono stati vinti e con un quorum che va ben oltre ogni più rosea speranza, il 57,2% a livello nazionale e il 59,7% a Bollate.
E’ innegabile che gli Italiani abbiano con ciò voluto dare un segnale forte: si deve tornare ai beni comuni e si deve affermare che nessun profitto può sottomettere i diritti degli individui.
E’ innegabile che dopo questa vittoria, fatta di passione, di energia, di mobilitazioni cristalline, non si possa più fare a meno del coinvolgimento dei cittadini (comitati o movimenti che siano) che sono tornati a voler decidere sulle proprie vite!
Il “Comitato bollatese 2Si per l’acqua bene comune” e il “Comitato Si contro il nucleare” di Bollate vogliono ringraziare di cuore tutti gli attivisti e tutti i cittadini che hanno contribuito a raggiungere questo risultato a Bollate (circa 17.200 votanti per un 59,7%), sensibilizzando un’opinione pubblica, attraverso l’attivismo diffuso e non strumentale, che è andata oltre gli schieramenti partitici.
Gli attivisti che direttamente o indirettamente hanno contribuito a far comprendere l’importanza fondamentale di questa battaglia per la democrazia, questo il vero messaggio, che la democrazia quando si tenta di negarla ha le gambe per rinascere.
E le gambe sono quelle degli italiani.
L’acqua non è una merce, ma un bene che appartiene a tutti. Non può essere assoggettata alle leggi del mercato e del profitto. Da essa dipende la vita. Quindi l’acqua è un diritto che deve essere garantito a tutti, anche a coloro che non avessero la possibilità di pagarla. Questa ragione di principio dovrebbe bastare di per sé a convincere tutti a votare SI’ contro la privatizzazione.